Il "Made in Italy" in guerra contro "l'Italian Sounding"

 L’export agroalimentare italiano, viaggia verso il record storico di 40 miliardi di euro nel 2017, e punta dichiaratamente ai 50 miliardi nel 2020. La crescita, quest’anno, è robusta, eppure, nonostante i tanti primati del nostro Belpaese, la crescita italiana è fortemente minata dalle numerose contraffazioni alimentari che sfociano nell’Italian Sounding.

All’estero, trovare un prodotto Made in Italy è sempre più difficile a causa delle innumerevoli imitazioni. Secondo un recente studio della Swg, un prodotto tipico italiano su due presenti sugli scaffali francesi è di imitazione;
Il fenomeno dell’italian sounding è un vero e proprio business globale, che in Europa vale ben 26 miliardi di euro. In Francia ci sono il doppio di prodotti alimentari che suonano italiani rispetto a quelli originali, in Germania e Olanda quasi il triplo.

Prendiamo l’esempio di uno dei prodotti più contraffatti a questo riguardo: il Parmigiano Reggiano che troppo spesso diventa Parmesan!
 
Il disciplinare di produzione di questa nostra eccellenza è molto rigoroso e prevede, fra le altre cose, solo latte fresco italiano. Il risultato è un prodotto unico, che trova sempre maggiori occasioni di consumo, di valorizzazione e purtroppo di....imitazione.

Secondo il Consorzio di Tutela il 23% della produzione venduta all’estero è falsa, con Francia, Germania, UK, e Usa che da soli rappresentano quasi il 70% delle contraffazioni.
E non è finita qui:ci sono anche i casi di un gorgonzola olandese, un barbera rumeno e un pandoro tedesco. 

Una delle azioni piu’ efficenti per contrastare l’Italian Sounding viene dal coinvolgimento in prima linea dei ristoranti certificati “Ospitalità Italiana”. 

L’attestazione “Ospitalità Italiana” promossa da Assocamerestero è volta a distinguere l’offerta ristorativa italiana di qualità proposta dai ristoranti presenti nel mondo e vede oltre 557 ristoranti certificati in Europa su più di 2.200 riconosciuti in tutto il mondo, con Francia al primo posto (116 ristoranti), seguita dalla Germania (a quota 94) e Regno Unito (con 90 unità).

Per maggiori informazioni e per segnalare i falsi prodotti italiani: 
 


File Allegati: